Sunday, July 12, 2009

A Borgo a Mozzano

Monday, July 06, 2009

m 24 olivetti

a quel tempo si andava tutti in 2 negozi di computer , erano infatti poco diffusi, anche se io ero rimasto affezionato al mio primo negozio di home computer quello in citta' vicino la casa del mio nonno paterno.Lasciato il Vic20 infatti (la parentesi Msx fu negativa per me...) c'era una scelta obbligata o prendere un Amiga o convertirsi ai primi veri Personal Computer Dos.La scelta non fu molto "spontanea" quel pc fu frutto di una trattativa particolare e lo portammo via con un prezzaccio a quel tempo che a ripensarci ora lascerebbe stupito chiunque.Fatto sta che inizio da li la mia avventura con i primi veri Personal Computer.La dotazione del mio m24 era un floppy da 5 pollici e 1/4 , un hard disk da 20 mega gia tutto preinstallato. Con il monitorone a fosfori verdi (credo che la mi avista ne paghi sempre le spese ancora oggi.....)





L'Olivetti M24 fu il primo vero personal computer della Olivetti Italia, prodotto presso lo
stabilimento di Scarmagno: nacque come clone del PC IBM, e per questo motivo ebbe grande
successo su tutti i mercati mondiali, a differenza del precedente M20, che adottava invece
un sistema operativo della Olivetti.A differenza del PC IBM, che adottava il processore i8088 con clock a 4,7 Mhz, l'M24 adottava il più potente i8086, con la velocità di clock di 8 MHz, e si potevano incrementarne le prestazioni diminuendo la velocità di refresh della memoria via software.Prodotto a partire dal 1983, costava circa sei milioni di lire alla data del gennaio 1986,
equivalenti a circa 6.600 € del 2008; veniva fornito a corredo un manuale utente,l'interprete Gw-Basic Olivetti con manuale ed un sistema operativo MS-DOS in versione 2.1.Il PC nasceva con una versione base di scheda grafica CGA (Colour Graphics Adapter) a quattro colori, due unità floppy da 5.25", 360Kbyte single sided ed una memoria RAM massima di 128Kbyte espandibili a 640Kbyte.Sulle prime versioni non era previsto l'installazione di un hard disk, pertanto gli utenti dovevano obbligatoriamente apprendere il sistema operativo MS-DOS pre-installato.Più tardi, alla fine del 1986, da parte di O.P.E. (Olivetti Peripheral Equipment), nacque il primo hard disk per Olivetti M24 in versione interna, che aveva un costo variabile tra i due ed i cinque milioni di lire.Per i tempi era un'ottima macchina, superata in prestazioni solo dalla Apple con il modello del 1985 ed il suo enorme successo fece vendere il sistema in forma OEM per altre ditte: ad esempio la AT&T lo denominò 6300, questo modello, strutturalmente identico all'M24, differiva però nella motherboard, progettata in proprio da AT&T, con a bordo il processore 286 in package ceramico CLCC, oltre ad adottare l'hard disk Seagate ST506, scelta imposta da AT&T, rispetto al prodotto O.P.E.
Si narra di un tempo in cui dalle parti di Cupertino, Steve Jobs, con un manipolo di progettisti hardware e designer, sbirciava nella vicina sede della Olivetti per carpire i segreti di un’azienda che, oltre a rappresentare una punta di diamante mondiale nell’innovazione tecnologica, era un punto di riferimento assoluto anche per il design industriale.Proprio nella prima metà degli anni ‘80, dal genio del R&D Olivetti, nacque il glorioso e vendutissimo M24, primo PC totalmente IBM compatibile in un mercato popolato di quasi-compatibili; un computer che rappresenta secondo molti l’ultima pietra miliare che l’industria informatica italiana sia riuscita a imporre in un settore di lì in poi monopolizzato dai produttori americani ed estremo orientali.In vendita dal 1984, l’M24 raccoglieva l’eredità del precedente M20 (1982), un computer molto avanzato - anche dal punto di vista del design, curato da Ettore Sottsass - ma di scarso successo commerciale, a causa dell’impiego di un’architettura hw/sw proprietaria (CPU Zilog Z-8001, OS PCOS di Olivetti), che lo escludevano dal sempre più ricco parco software per IBM.Memore dell’insuccesso dell’M20, Olivetti sviluppò il successivo M24 con l’obiettivo di essere al 100% compatibile con i PC IBM: detto fatto, il sistema - assemblato presso lo stabilimento di Scarmagno (TO) - garantiva piena compatibilità con le applicazioni Lotus 1-2-3 e MS Flight Simulator, forche caudine per gli altri “compatibili”.Olivetti logo La dotazione hardware prevedeva una CPU Intel 8086 a 8Mhz, più potente del misero 8088 a 4.77Mhz che equipaggiava il più costoso IBM XT, in quanto capace di operare su un bus a 16bit; completavano il quadro ben 7 slot di espansione contro i 3 dell’XT, interfacce seriale e parallela di serie, una tastiera più completa (102 tasti contro gli 83
della tastiera standard IBM), risoluzione video più elevata (fino a 640×400), memoria di
128kb espandibile a 640, 2 floppy da 5 e 1/4 e la possibilità di collegare due hard disk da 10Mb, uno interno e uno esterno.Complessivamente l’M24 era in grado di lasciare nella polvere la concorrenza sul fronte prestazionale (si parla di prestazioni circa doppie rispetto all’IBM XT), restando nel contempo capace di soddisfare le esigenze del segmento corporate in termini di compatibilità con le applicazioni e gli OS più diffusi: oltre al “classico” MS-DOS 2.11, era infatti
supportato il CP/M 86, il semi-sconosciuto UCSD P-System basato sul Pascal, e il PCOS di
Olivetti. Tutto questo in un’epoca in cui la rivoluzione informatica era in pieno corso, le
aziende italiane iniziavano a sentire il bisogno di strumenti più potenti per la gestione dei
processi interni e lo stato garantiva, complici anche delle pratiche di appalto non proprio trasparenti, una forte domanda interna.


Dati essenziali

Anno1983
ProduttoreOlivetti
ModelloM-24
ROM8 kb.
ProcessoreIntel 8086
RAMfino a 640 kb.
Grafica640x400
AudioBeep
DiscoDrive da 5"1/4

Thursday, July 02, 2009

Inizia il Tour 2009 : Pro Cycling Manager





Sta per iniziare il Tour de france 2009 e nell'ottica attuale di simulare tutto quello che facciamo nella nostra vita con il pc non poteva mancare la gestione di questo evento sportivo alle volte snobbato rispetto al calcio ma che ha comunque un discreto seguito.E sta per uscire dunque : Pro Cycling Manager 2009, nona edizione del gestionale/simulatore un videogioco sul ciclismo sviluppato dalla software house francese Cyanide. Si tratta di un prodotto unico e riservato a una precisa utenza, che è appassionata di questo sport e legata ai giochi di strategia. Grazie alla sua componente multiplayer e agli editor presenti nel software, Cycling Manager può vantare una folta community con tanti fan-site

La serie è stata lanciata nel 2001 e ogni anno è stata aggiornata con un nuovo capitolo. Nel 2008 sono arrivate nuove funzionalità e nuove modalità di gioco, mentre questa edizione 2009, una sorta di collante tra il vecchio Cycling Manager e il nuovo che debutterà l'anno prossimo. Cyanide ha, infatti, pianificato l'introduzione di un nuovo motore grafico, che consentirà degli affinamenti anche alle meccaniche di gioco,l'aspetto tecnico e la predilezione che ha sempre caratterizzato la serie per ciò che concerne le tattiche individuali piuttosto che le tattiche di squadra sono gli elementi che più prestano il fianco a critiche.

Cycling Manager è un gestionale/strategico sul mondo del ciclismo che consente ai suoi giocatori di affrontare l'intera stagione ciclistica occupandosi sia dell'organizzazione del team sia della strategia sulla strada. Sono, quindi, due le componenti principali del gioco: gestionale e strategica. Il gioco sviluppato da Cyanide è l'unico appartenente a questa categoria in tutto il panorama videoludico, quindi vanta un alto livello di esclusività che gli ha consentito di avere una grossa comunità online decisamente attiva soprattutto nell'ottica multiplayer. Si tratta sicuramente di giochi di nicchia, ma che si caratterizzano per un alto tasso di fidelizzazione.

machintosh

MATURITÀ 2009:

MATURITÀ 2009:


Le tracce della maturità di quest'anno smentiscono quasi completamente le voci girate sui forum degli studenti, che davano come argomenti papabili il terremoto in Abruzzo, l'Eutanasia e il caso Englaro, i social network e Darwin. Insomma solo FaceBook e Twitter sono stati azzeccati: certamente uno dei temi meno importanti.

L'analisi del testo letterario alla fine è andata a un commento de "La Coscienza di Zeno" e a Catullo, con "L'innamoramento e l'Amore". Il saggio breve invece guarda al 2009 come "L'anno dell'innovazione", mentre i temi di argomento storico sono sui 150 anni dall'Unità d'Italia e sui 20 anni dalla Caduta del Muro di Berlino.


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Comprensione del Testo

Italo Svevo, Prefazione, da La coscienza di Zeno, 1923, Ed: I.Svevo, Romanzi, Parte seconda, Milano 1969, p.599

"Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di psico-analisi s'intende, sa dove piazzare l'empatia che il paziente mi dedica. Di psicoanalisi non parlerò perchè qui entro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psico-analisi arricceranno il naso a tanta novità. Ma egli era vecchio e io sperai che in tale rievocazione il suo passato si rinverdisse, che l'autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi. Oggi ancora la mia idea mi pare buona perchè mi ha dato dei risultati insperati, che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memorie. Le pubblico per vendetta e spero gli dispiacci. Sappia però ch'io sono pronto di dividere con lui i lauti onorarii che ricaverò da questa pubblicazione a patto che egli riprenda la cura. Sembrava tanto curioso di sè stesso! Se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tanto verità e bugie ch'egli ha qui accumulate!..."

Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz (Trieste, 1861 - Motta di Livenza, Treviso, 1928), fece studi commerciali e si impiegò presto in una banca. Nel 1892 pubblicò il suo primo romanzo, Una vita. Risale al 1898 la pubblicazione del secondo romanzo, Senilità. Nel 1899 Svevo entrò nella azienda del suocero. Nel 1923 pubblicò il romanzo La coscienza di Zeno. Uscirono postumi altri scritti (racconti, commedie, scritti autobiografici, ecc.). Svevo si formò sui classici delle letterature europee. Aperto al pensiero filosofico e scientifico, utilizzò la conoscenza delle teorie freudiane nella elaborazione del suo terzo romanzo.

1. Comprensione del testo

Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo in non più di dieci righe.

2. Analisi del testo

2.1 Quali personaggi entrano in gioco nel testo? E con quali ruoli?

2.2 Quali informazioni circa il paziente si desumono dal testo?

2.3 Quale immagine si ricava del Dottor S.?

2.4 Il Dottor S. ha indotto il paziente a scrivere la sua autobiografia. Perchè?

2.5 Rifletti sulle diverse denominazioni del romano: "novella", "autobiografia", "memorie".

2.6 Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.

3. Interpretazione complessiva e approfondimenti

Proponi una tua interpretazione complessiva del brano e approfondiscila con opportuni collegamenti al romanzo nella sua interezza o ad altri testi di Svevo. In alternativa, prendendo spunto dal testo proposto, delinea alcuni aspetti dei rapporti tra letteratura e psicoanalisi, facendo riferimento ad opere che hai letto e studiato.

Saturday, June 20, 2009

film da vedere


consiglio 2 film :



Adam è un neo nazista che viene affidato a padre Ivan, responsabile di un centro rieducativo per criminali che ha sede nei locali della parrocchia. Ivan affida ad Adam il compito di fare una torta con le mele dell’albero sito nel giardino della chiesa. Le cose però non vanno per il verso giusto; gli elementi della natura sembrano scatenarsi: uccelli, i vermi, fulmini infieriscono sull’albero impedendo ad Adam di portare a termine il suo compito. Ivan pensa che sia il diavolo il responsabile delle calamità naturali che vuole metterli alla prova, ma Adam piuttosto dà la colpa a Dio.


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A Londra la giovane Helen una mattina arriva in ritardo in ufficio, viene licenziata, decide di tornare a casa prima del tempo e qui la sua vita prende due svolte. Helen perde per un soffio la metropolitana, risale sul marciapiede, viene aggredita, portata per la medicazione in ospedale e quando finalmente riesce ad arrivare a casa trova Gerry, lo scrittore con cui vive, sotto la doccia, intento a prepararsi per la sua giornata di lavoro. Ma c'è anche la Helen che riesce a salire sulla metropolitana, ad arrivare a casa molto prima del solito e a sorprendere Gerry a letto con Lydia, la sua ex-fidanzata. Da questo momento le due storie si sviluppano separatamente ma in realtà intrecciandosi negli stessi luoghi, negli ambienti, negli incontri con le stesse persone. La Helen che ha scoperto il tradimento è ospitata in casa dell'amica Anna, si taglia i capelli molto corti e li tinge di biondo, è indecisa sul da farsi, accetta di uscire con James, un uomo appena conosciuto, cerca un altro lavoro. La Helen che continua a vivere con Gerry sospetta comunque qualcosa ma non ne ha le prove. La ricerca del lavoro fa incrociare le situazioni, e alcune gravidanze non previste complicano ulteriormente le cose. Coinvolte in incidenti automobilistici, le due Helen vengono ricoverate in ospedale. La Helen dai capelli corti muore, l'altra liquida definitivamente Gerry, si prepara ad uscire dall'ospedale e, in ascensore, incontra James

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Giovani Streghe.. The Craft! Di sicuro un titolo che mi ha colpito molto, un titolo strano ..definitivo Horror ma io non lo definirei così in quanto forse è un Film che vuole far capire qualcosa alle persone ..cioè l'uso della magia ..specialmente la magia nera non è sempre conveniente. Questo Film appunto racconta la storia di Sarah (protagonista) che si trasferisce a Los Angeles ed entra in un College ..all'interno della scuola trova un ragazzo che però poi durante il film scoprirà essere falso e poi si fa amica di tre ragazze che nella scuola hanno la reputazione di "streghe", Sarah scopre di avere dei poteri ..e così ha conferma dalle tre ragazze della loro verà identità e tutte e quattro insieme chiudono il "cerchio magico".
Le quattro ragazzo assumono dei grandissimi poteri e iniziano tutte (apparte Sarah) a vendicarsi dei torti subiti.. solo che la magia nera ha una regola ..cioè che ogni magia fatta tornerà tre volte tanto ..e così le tre ragazze si rovinano letteralmente! Sarah capisce che stanno andando oltre e così vuole uscire dal cerchio con il disappunto delle sue "consorelle".
Alla fine del Film ci sarà uno scontro tra le ragazze e l'unica delle 4 che riuscirà a mantenere i suoi poteri sarà proprio Sarah!

Thursday, June 04, 2009

voglia di andare in tenda


Vorrei fare nei prossimi giorni del campeggio libero magari con un amico che lui lo fa spesso spero che ci sono dei posti dove sia possibile farlo devo consultare delle cartine......
Su una altura,in un posto un po' isolato senza luci a riflettere e stare un po' in pace....
sceglierei un'altura qui per la Garfagnana mi pare che se non c'e' cartelli o come si puo' campeggiare un po' dove vuoi isolato....
un buon libro, il fresco il silenzio





-Il campeggio libero si può fare in Italia, ci sono molti parchi dove si fa trekking.
-La richiesta sarebbe di smontare le tende al mattino, ma te ne puoi fregare altamente.
-Ci sono camminate sulle Alpi che possono durare una settimana, vai nei rifugi ma anche dormi fuori in tenda ed è lecito.
non deve essere cinese la tenda inanzitutto perchè non sono ignifughe :D , deve lasciar traspirare l' aria al suo interno pur essendo impermeabile, lo scheletro deve essere leggero, dove la pianti devi fare attorno ad essa dei canali per far scorrere l' acqua
-Però non puoi pretendere di scendere dalla macchina e campeggiare e sturarti un bong. Devi camminare.

Sunday, May 24, 2009

Citazioni di Italo Svevo


* A una data età nessuno di noi è quello a cui madre natura lo destinava; ci si ritrova con un carattere curvo come la pianta che avrebbe voluto seguire la direzione che segnalava la radice, ma che deviò per farsi strada attraverso pietre che le chiudevano il passaggio. (da Un individualista)
* Fuori della penna non c'è salvezza. (da Racconti, saggi e pagine sparse)
* Io quando guardo una montagna aspetto sempre che si converta in vulcano. (da Il vegliardo)
* L'immaginazione è una vera avventura. Guàrdati dall'annotarla troppo presto perché la rendi quadrata e poco adattabile al tuo quadro. Deve restare fluida come la vita stessa che è e diviene. (da Saggi e pagine sparse, 5 giugno 1927)
* La descrizione della vita, una grande parte della quale, quella di cui tutti sanno e non parlano, è eliminata, si fa tanto più intensa della vita stessa. (da Racconti, saggi e pagine sparse)
* La mutilazione per cui la vita perdette quello che non ebbe mai, il futuro, rende la vita più semplice, ma anche tanto priva di senso. (da Il vecchione)
* Le cose che si muovono potrebbero muoversi etenamente. Perché no? Non è questa la legge in cielo dove è certo vige la stessa legge che in terra? Ma io so che dalla nascita in poi anche la malattia è prevista e preparata. Da bel principio qualche organo è più debole e lavora con qualche sforzo e costringe a qualche sforzo qualche organo fraterno e dove c'è lo sforzo s'ingenera la fatica e perciò, infine, viene la morte. (da Il mio ozio)
* Le donne sono sempre povere di parole precise. (da Umbertino)
* Quanto poco cervello occorre per pigliare il pesce? Il corpo è piccolo. Che cosa sarà la testa e che cosa sarà poi il cervello? Quantità da negligersi! Quello ch'è la sventura del pesce che finisce in bocca del gabbiano sono quelle ali, quegli occhi, e lo stomaco, l'appetito formidabile per soddisfare il quale non è nulla quella caduta così dall'alto. Ma il cervello! Che cosa ci ha da fare il cervello col pigliar pesci? E lei che studia, che passa ore intere a tavolino a nutrire un essere inutile! Chi non ha le ali necessarie quando nasce non gli crescono mai più. Chi non sa per natura piombare a tempo debito sulla preda non lo imparerà giammai e inutilmente starà a guardare come fanno gli altri, non lo saprà imitare. Si muore precisamente nello stato in cui si nasce, le mani organi per afferrare o anche inabili a tenere. (da Una vita)

Sunday, May 17, 2009

Quel gioco era MEGAZONE.



Ho deciso di farmi un cabinato e di metterlo nel garage di un amico per rivivere i vecchi tempi della sala giochi e dei vecchi coin up.......[Coin-Op (Coin Operated machine) = macchina a gettoni o, più precisamente, macchina che funziona a moneta]
(n.b. noi associamo il termine coin-op ai videogiochi arcade, ma per gli anglosassoni il termine coin-op indica semplicemente il metodo di attivazione di una macchina, riferito a macchine di qualunque tipo, es: distributori automatici, autolavaggi, lavanderie a gettone, giochi arcade, etc...)


Anni 80: credo un pò tutti noi avevamo un determinato obiettivo da raggiungere in sala...battere il punteggio di qualcunaltro...una mossa in particolare difficilissima da eseguire...terminare un determinato gioco...e ki più ne ha più ne metta...ma spesso questi piccoli sogni e soddisfazioni sono rimasti irrealizzabili o per l'effettiva difficoltà della cosa o per questione di tempo (portavano via il cabinet dalla sala troppo presto per riuscire a perfezionarci!!!!) o perchè effettivamente era impossibile ed era solo una leggenda messa su da qualche scellerato!!!

Non ricordo quanti anni sono passati ma sicuramente più di una ventina.. ero piccolo e in vacanza d'estate giocavo a tanti giochi ma uno in particolare volevo vedere come finiva.... anzi come finiva la prima mappa perchè sulla storica rivista "Videogiochi" si parlava di mappe pari e dispari... Da quando esiste il mame saltuariamente faccio qualche partita ma gioco con un misto di voglia di vedere "cosa c'è dopo" e timore di farcela perchè so che quando succederà finirà un epoca (per me) che dura appunto da più di un ventennio.

Quel gioco era MEGAZONE.
Non ho MAI voluto usare cheat e ho sempre tenuto le canoniche 3 vite iniziali.